Successione legittima – Quote in successione -Diritto di abitazione coniuge superstite – Assegnazione casa coniugale -Art. 540 c.c.
Oggi proponiamo una interessante sentenza della Corte di Cassazione, pronunciatasi a Sezioni Unite.
La Corte ha esaminato la questione relativa ai criteri di calcolo del valore della quota del coniuge superstite.
In adesione ad una giurisprudenza già formatasi in seno alla Suprema Corte, ha enunciato il seguente principio di diritto:
"Nella successione legittima spettano al coniuge del de cuius i diritti di abitazione sulla casa adibita a residenza familiare e di uso sui mobili che la corredano previsti dall'art. 540 c.c., comma 2; il valore capitale tali diritti deve essere stralciato dall'asse ereditario per poi procedere alla divisione di quest'ultimo tra tutti i coeredi secondo le norme della successione legittima, non tenendo conto dell'attribuzione dei suddetti diritti secondo un meccanismo assimilabile al prelegato".
Di Seguito il testo integrale della sentenza Cassazione Civile, Sez. Unite, 27 febbraio 2013 n. 4847.

DIVISIONE EREDITARIA GIUDIZIALE - COMUNIONE EREDITARIA - VENDITA BENE IN COMUNIONE - NECESSARIO IL CONSENSO DI TUTTI I COMPROPRIETARI E COEREDI - APPLICABILITÀ' DELL'ART. 1108 DEL CODICE CIVILE.
Con la sentenza in epigrafe, la Suprema Corte si pronuncia sull'applicabilità dell'art. 1108 c.c. alla comunione ereditaria.
In particolare, la pronuncia prende posizione affermando il principio secondo cui è necessario il consenso di tutti gli eredi (comproprietari del bene) per poter validamente alienare un bene rientrante nell'asse ereditario.
L'art. 1108 c.c., nella parte in cui afferma che "è necessario il consenso di tutti i partecipanti per gli atti di alienazione o di costituzione di diritti reali sul fondo comune[...]" esprime un principio di ordine generale applicabile ad ogni tipo di comunione, ivi compresa quella ereditaria.
Tale principio di diritto è implicitamente ricavabile da quanto disposto dall'art. 719 c.c., il quale prevede un'eccezione al principio generale del consenso unanime, stabilendo che si può procedere alla vendita dei beni ereditari con concorde volontà dei "coeredi aventi diritto a più della metà dell'asse" solo in caso di necessità di pagare i debiti e i pesi ereditari.
Per cui, riassumendo, in via generale per alienare un bene ereditario è necessario la volontà unanime di tutti gli eredi comproprietari del bene stesso, salvo in caso in cui sia necessario venderlo per pagare i debiti dell'asse ereditario.
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Nel caso in esame la Cassazione affronta la vicenda di un infortunio scolastico avvenuto durante l’ora di educazione fisica. Nello specifico l’alunno, durante una partita di calcetto, veniva colpito con un calcio al volto da un alunno facente parte della squadra avversaria.
Ebbene, la Suprema Corte ha confermato la decisione dei giudici di merito che avevano negato la responsabilità della scuola per il risarcimento danni dovuto.
Nel corso del giudizio è emerso, infatti, che l’insegnante stava vigilando sul comportamento degli studenti e che nulla avrebbe potuto fare per evitare l’evento, per cui il danno sarebbe da addebitare allo studente che ha inflitto il colpo.
La massima:
In materia di risarcimento danni per responsabilità civile conseguente ad infortunio subito da studente all'interno di struttura scolastica durante le ore di educazione fisica nel corso di una partita di calcio (o, come nella specie, di calcetto), ai fini della configurabilità della responsabilità a carico della scuola ex art. 2048 c.c. non è sufficiente il solo fatto di aver incluso nel programma della suddetta disciplina e fatto svolgere tra gli studenti una gara sportiva, ma è altresì necessario a) che il danno sia conseguenza del fatto illecito di un altro studente impegnato nella gara e b) che la scuola non abbia predisposto tutte le misure idonee a evitare il fatto.
Diritto al risarcimento dei danni-Infortunio scolastico.
Con la sentenza in commento, la Suprema Corte ha affrontato il delicato tema delle crisi coniugali e le conseguenze di una relazione extra-coniugale ai fini della dichiarazione di addebito della separazione.
La vicenda affrontata riguarda la richiesta di separazione giudiziale da parte della moglie, con richiesta di addebito a carico del coniuge, colpevole di aver intrattenuto una relazione extra-coniugale, venendo così meno ai doveri nascenti dal matrimonio.
Ebbene, i Giudici di legittimità - essendo stato provato che il marito intratteneva la relazione extra-coniugale con un’altra donna solo successivamente al periodo in cui la relazione fra i due coniugi era già entrata irreversibilmente in crisi – hanno ritenuto che fosse giustificabile la relazione incriminata.
In sostanza il tradimento costituiva non la causa della rottura del rapporto coniugale, bensì la conseguenza di un rapporto entrato ormai in profonda crisi.
INFO:
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Divisione ereditaria giudiziale – metodo del sorteggio o estrazione a sorte ex art. 729 c.c.
A giudizio della Suprema Corte, nel caso nella comunione ereditaria vi siano parti uguali tra coeredi, il metodo dell’estrazione a sorte (c.d. sorteggio) costituisce il metodo normale. Per cui, qualora il giudice dovesse disattendere tale criterio, dovrà addurre valide ragioni, opportunamente esposte in sentenza.